L’indaco (Indigofera tinctoria, fam. Leguminose) è un arbusto di origine indiana di cui vengono impiegate le foglie che mediante processi di macerazione, fermentazione in acqua ed essicazione forniscono un precipitato di colore blu. Il pigmento ha un grande potere colorante, ma è poco coprente: per questo motivo il Cennino Cennini consigliava di miscelarlo sempre alla biacca o al bianco di San Giovanni. Anticamente era noto in Cina, in Giappone e anche in Egitto, infatti sono state ritrovate nelle piramidi pezzuole tinte con indaco. Tuttora è tradizionalmente in uso per tingere le vesti di popolazioni Tuareg e Yoruba. Fin dal tardo medioevo il commercio di guado e indaco per tintura di tessuti transitava attraverso il porto di Genova quindi i due coloranti erano noti insieme come bleu de Gênes, che in epoca moderna diventerà blue-jeans. Fino al secolo scorso si poteva considerare come una delle più importanti sostanze coloranti fornite dalla natura ma oggi, data la possibilità di ottenere colori per sintesi chimica, il suo uso è diminuito sebbene rimanga in produzione per la tintura di certi tessili, la cosmetica e la pittura.
Ultima modifica: 7 Ottobre 2020