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Convegno di studi in occasione del centenario della nascita di Gino Pavan 1921 – 2021

1 – 2 dicembre 2022

Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste

Largo Papa Giovanni XXIII 6, Trieste

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia – in collaborazione con il Segretariato regionale del Ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia e la Società di Minerva – organizza nelle giornate del 1° e 2 dicembre 2022 un convegno di studi dedicato alla poliedrica figura e all’opera dell’architetto Soprintendente Gino Pavan, a lungo attivo nell’ambito della tutela e del restauro (a Trieste, in Istria, Veneto, Emilia Romagna e nel Friuli terremotato) e per molti anni presidente della storica Società triestina.

Apriranno i lavori i saluti istituzionali del Segretario regionale del Ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia Andrea Pessina, della Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia Simonetta Bonomi, della Direttrice della Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste Francesca Richetti, della Presidente della Società di Minerva Rossella Fabiani edel Presidente dell’IRCI– Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata Franco Degrassi.

Le due giornate di studi saranno introdotte dalla prolusione di Giovanni Carbonara, professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma e tra i maggiori storici dell’architettura a livello internazionale. Interverranno al convegno studiosi provenienti da diversi istituti del Ministero della Cultura assieme a quelli delle Università di Trieste, Roma-La Sapienza, Venezia IUAV e della Scuola Archeologica Italiana di Atene. A perfezionare la conoscenza della figura, dei molteplici interessi e delle attività dell’architetto Pavan vi saranno le testimonianze di altri studiosi, suoi colleghi presso la Società di Minerva.

Il convegno spazierà tra i multiformi aspetti della vita lavorativa di Gino Pavan. Verranno presentati interventi riguardanti il contesto storico in cui l’architetto iniziò la sua carriera, i restauri e le attività di valorizzazione in Istria, in Veneto, nella città di Ravenna, la sua passione per l’archeologia – anche quelle industriale e urbana – nata durante l’esperienza presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene. Saranno presi in esame interventi intrapresi nel periodo post terremoto del Friuli, la prima catalogazione e valorizzazione della collezione Eugenio Garzolini, oggi parte del patrimonio della Soprintendenza. Saranno presentati anche i primi esiti dello studio sul suo archivio privato donato dagli eredi alla Soprintendenza medesima. Verrà infine dato conto della sua passione per l’opera dell’architetto Pietro Nobile, di cui era diventato il maggior studioso.

Si ringraziano la Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste per l’ospitalità, l’I.R.C.I. – Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata e il Circolo Svizzero di Trieste per il patrocinio.

Maggiori informazioni sul sito https://bit.ly/CONVEGNO_GINOPAVAN; materiale fotografico e documenti scaricabili all’indirizzo https://bit.ly/materiale_convegnopavan .


Luigi “Gino” Pavan nasce a Trieste nel 1921, si diploma presso il Liceo Artistico di Venezia e, successivamente, consegue la laurea in Architettura presso l’allora Università di Venezia con il prof. Giuseppe Samonà. Dal 1945 è già attivo presso la Soprintendenza ai Monumenti, Gallerie e Antichità di Trieste e dal 1949 entra in ruolo per concorso come disegnatore aggiunto presso la stessa Soprintendenza ma nella sede a Udine. A quel tempo, nel territorio di competenza della Soprintendenza ricadevano ancora alcune zone della penisola istriana. L’architetto Pavan lavora a Pola dove il Duomo, la Chiesa di San Francesco ed in particolare il Tempio d’Augusto – gravemente colpiti dalle incursioni aeree del 1945 – vengono con grande impegno rimessi in pristino, prima del 15 settembre 1947, data dell’abbandono definitivo della città imposto dal trattato di pace.

Anni complicati quelli del secondo dopoguerra, momento d’intenso impegno per tutto il personale delle Soprintendenze italiane chiamato a restaurare il patrimonio storico-artistico danneggiato dagli eventi bellici.

Nel 1952 segue il Soprintendente Fausto Franco presso la Soprintendenza ai Monumenti, Gallerie e Antichità di Venezia. La sede è Palazzo Ducale, luogo dove avrà inizio la sua carriera dirigenziale. Pavan è responsabile dei lavori presso l’ex Palazzo reale alle Procuratie Nuove e degli importanti lavori al complesso monumentale dell’isola di San Giorgio dove la Soprintendenza e la Fondazione Cini realizzano l’opera di restauro e di riutilizzo completo degli edifici monumentali dell’isola. A Padova lavora al consolidamento statico della Cappella degli Scrovegni e al completamento del restauro, prolungatosi fino agli anni Settanta, della chiesa e sagrestia degli Eremitani: il complesso era stato semidistrutto dai bombardamenti aerei che avevano causato la pesante perdita degli affreschi del Mantegna. A Vicenza si occupa di interventi di risanamento alla scena, cavea e affreschi del Teatro Olimpico e del restauro alla Basilica palladiana.

Per dieci anni, dal 1963, viene chiamato dal direttore Doro Levi a collaborare presso la Scuola Archeologica italiana di Atene: un’esperienza per lui di grande interesse grazie all’incontro con archeologi di chiara fama che hanno arricchito la sua formazione di architetto. Nella capitale ellenica progetta la nuova sede della Scuola, inaugurata nel 1975 dal Ministro Giovanni Spadolini.

Nel 1972 viene nominato Soprintendente ai Monumenti per le province di Ravenna, Ferrara e Forlì. A Ravenna lavora sui restauri musivi nei monumenti più importanti e celebri della città, dai pavimenti della chiesa di San Vitale alla volta del Mausoleo di Galla Placidia, al pavimento della cripta della chiesa di San Francesco ai mosaici parietali di Sant’Apollinare Nuovo e a quelli absidali di Sant’Apollinare in Classe. Durante questi interventi vennero applicate nuove metodologie e tecniche di integrazione sperimentali e innovative. Nella città romagnola dedica attenzione particolare anche alle istituzioni museali grazie alla serie di interventi di valorizzazione all’ex complesso benedettino di San Vitale, sede del Museo nazionale di Ravenna.

Dal maggio del 1976, mese in cui il Friuli venne colpito dal gravissimo sisma, Pavan è inviato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nelle zone terremotate con un incarico ispettivo caratterizzato da piena autonomia. Centinaia sono gli edifici di interesse storico artistico, affreschi, stucchi, mosaici dei quali sovraintende al restauro come il Duomo di Gemona (i cui pilastri vennero consolidati grazie a una tecnologia avanzata per l’epoca), le mura e il municipio di Venzone, il Castello e la chiesa di Santa Maria a Udine. A dieci anni dal sisma, le provincie di Udine e Pordenone registravano 301 edifici pubblici, di culto e privati restaurati, o in corso di restauro, e 670 restauri su affreschi e beni mobili.

Nel 1981 ritorna a Trieste come Soprintendente per i Beni Ambientali, Architettonici, Archeologici, Artistici e Storici della regione Friuli Venezia Giulia: restaura Palazzo Economo, ripristina la Biblioteca e realizza una sala didattica, apre la Galleria Nazionale d’Arte antica, completa il restauro della Sala del trono nel Castello di Miramare e inizia il recupero delle Scuderie.

Una volta collocato in quiescenza (nel 1986) con il grado di Dirigente generale, viene nominato consulente per i Beni culturali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, componente del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali e Ambientali e del Comitato Nazionale di Settore per i Beni archeologici.

Dal 1988 diviene anche presidente della storica Società di Minerva – la più antica e prestigiosa associazione triestina fondata da Domenico Rossetti nel 1810 – e responsabile dell’Archeografo Triestino, rivista di storia scienze lettere e arti edita dal 1829.

Gino Pavan muore a Trieste il 28 dicembre 2018.

La sua prolifica attività scientifica è documentata da oltre duecento contributi, tra saggi e articoli. I temi spaziano dagli studi condotti in relazione agli interventi seguiti nel suo ruolo di Soprintendente, a quelli relativi ai molteplici aspetti dell’arte, architettura e archeologia da cui era affascinato. Tra essi si segnalano in particolare quelli dedicati all’arte bizantina, alla storia dell’architettura di Trieste antica e moderna, i saggi sul Neoclassico e, naturalmente, sull’architetto Pietro Nobile, del quale ha avviato l’approfondimento degli studi.

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Comunicato stampa

Biografia Gino Pavan

Ultima modifica: 22 Novembre 2022